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Un nanomateriale intelligente curerà l'osteoporosi

  • Ansa
  • 30 nov 2016
  • Tempo di lettura: 1 min

Un nanomateriale intelligente per la cura dell'osteoporosi capace di "ingannare" le cellule ossee invecchiate, ricreando il microambiente tipico di un osso sano.

E' la sfida del progetto europeo Boost a cui collaborano Giovanni Vozzi e Carmelo De Maria del centro di ricerca 'Enrico Piaggio' dell'Università di Pisa. Partito nel maggio scorso e finanziato con circa due milioni di euro, il progetto è coordinato dal Politecnico di Torino e, oltre all'ateneo pisano, coinvolge anche l'Istituto Ortopedico 'Rizzoli' e l'Università Politecnica delle Marche.

Boost mira a recuperare l'equilibrio fra l'azione degli osteoblasti, cellule deputate al rinforzo della struttura ossea, e gli osteoclasti, che invece la distruggono laddove non necessaria, attraverso lo sviluppo di una struttura polimerica micro e nano fabbricata in grado di riprodurre gli stessi stimoli fisici, chimici, meccanici, topologici e biologici del tessuto osseo sano. "E' un approccio completamente differente rispetto al tradizionale apporto farmacologico - sottolinea Vozzi - ma che potrebbe anche integrarsi a questo con l'inserimento di farmaci nella struttura nanoporosa del materiale con il quale è fabbricato il polimero".

 
 
 

La Ref Italia è un'azienda fondata nel 2005 che si occupa della distribuzione di apparecchiature elettromedicali, prodotti medicali e dispositivi ad alta tecnologia medica.

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