Come un algoritmo diagnostico svela l’infezione in tempo reale
- iberoquotidiano
- 13 nov 2015
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In Italia ogni anno vengono diagnosticati sempre più casi di infezioni ai danni di protesi, dovuti anche all’aumento del numero di interventi eseguiti, che portano a un esito negativo dell’impianto e quindi al reintervento, con conseguenti disagi per i pazienti e un incremento dei costi per il Sistema Sanitario Nazionale. La percentuale di infezioni si attesta intorno all’1-2% degli impianti protesici, in special modo di anca e ginocchio, ma aumenta sensibilmente nelle revisioni: in questo caso le percentuali possono raggiungere il 15-20% e la varietà di microrganismi responsabili è molto ampia. Il professor Lorenzo Drago, direttore del laboratorio di analisi chimico cliniche e microbiologiche dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi (una delle 18 strutture d’eccellenza del Gruppo Ospedaliero San Donato) è impegnato da anni nella ricerca di soluzioni atte a diagnosticare e a limitare i danni provocati dalle infezioni osteo-articolari. Forte di questa esperienza, il laboratorio del professor Drago è stato individuato come uno dei tre centri europei, insieme a Germania e Regno Unito, per la sperimentazione di una tecnologia, proveniente dagli Stati Uniti, e di un algoritmo innovativo che consente di determinare con maggior precisione, rispetto ad altri approcci oggi utilizzati, la presenza di una eventuale infezione analizzando il liquido articolare di anca e ginocchio.
Come funziona. Il liquido sinoviale del paziente viene introdotto in un apposito strumento che, in poche ore, sarà in grado di rilevare, mediante l’analisi di diversi marcatori come l’alfa defensina e l’esterasi, non solo la presenza dell’infezione ma anche la sua entità. Una volta analizzato il campione positivo e successivamente determinato il microrganismo, alla base dell’infezione, l’ortopedico potrà trovare la soluzione più appropriata per il paziente. L’IRCCS Galeazzi ha dato avvio a uno specifico ambulatorio di artrocentesi, per il prelievo del liquido sinoviale, dove ortopedici esperti preleveranno i campioni dalle articolazioni di anca e ginocchio servendosi di moderne procedure ecoguidate. Un ulteriore vantaggio di questa tecnologia è quello di limitare risultati non veritieri, che da sempre costituiscono un ostacolo verso la corretta diagnosi. Un falso positivo, infatti, implica un utilizzo improprio degli antibiotici e un aumento dei costi per cure non necessarie. Ancora più complesso è il caso dei falsi negativi poiché la mancata diagnosi di un’infezione in corso può compromettere l’osso e pregiudicare la corretta guarigione. “L’applicazione di procedure di laboratorio, dalla valutazione dei marker di infezione (alfa-defensina, esterasi, etc.), combinate agli esami microbiologici, anche con tecniche di biologia molecolare, daranno sicuramente avvio a procedure cliniche più appropriate per i pazienti e per il sistema sanitario, sia in termini di costi sia di efficacia – afferma il professor Drago - Una volta raccolto il liquido sinoviale, lo stesso verrà processato per il test dell’alfa defensina e dell’esterasi; il risultato si avrà in pochi minuti (esterasi) o in alcune ore (alfa-defensina). Un risultato positivo di questi due test permetterà la possibilità di approcci chirurgici, clinici e diagnostici più rapidi e mirati”. (PIERLUIGI MONTEBELLI)